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15/09/2021

Il polverizzatore per calcestruzzo Epiroc BP 2050R duro con i duri

Testo di: Daniela Stasi

Il polverizzatore per calcestruzzo Epiroc BP 2050 R è all'opera in un interessante cantiere siciliano: la frantumazione di circa 20.000 traverse ferroviarie in calcestruzzo armato precompresso, smontate per riqualificare la locale tratta ferroviaria. Abbiamo deciso di passare l'attrezzatura idraulica alla lente intervistando il responsabile di gamma Christian Maggioni e l'amministratore dell'impresa che lo sta utilizzando, Giuseppe Bosco.

Un lavoro di cui siamo felici di parlare. E i motivi sono due. Il primo è perché ha a che fare con il risanamento di un tratto della linea ferroviaria Catania-Messina, che già in sé è una buona notizia. Il secondo è che si tratta di una demolizione propedeutica a un’operazione di recupero di materiale, e quando si parla di riciclaggio, gli animi sono sempre esultanti. Ma veniamo al sodo: protagonista del cantiere è la storica impresa Bosco Srl che sta utilizzando il polverizzatore per calcestruzzo Epiroc BP 2050 R per la frantumazione di circa 20.000 traverse ferroviarie in calcestruzzo armato precompresso, smontate proprio per riqualificare la tratta ferroviaria siciliana. Per approfondire i dettagli ­­­­– sull’intervento e sull’attrezzatura firmata Epiroc – abbiamo intervistato Giuseppe Bosco, amministratore dell’omonima impresa, e Christian Maggioni, Regional Business Line Manager - Hydraulic Attachment Tools di Epiroc. A voi tutti i particolari, buona lettura!

 

Epiroc BP 2050 R, specialista della demolizione secondaria

Partiamo dal cantiere. Il polverizzatore Epiroc BP 2050 R, montato su un escavatore Hitachi Zaxis 210LCN-6, nello specifico serve per la demolizione a terra delle traverse, in modo da poter separare le piastre e i ferri di armatura dal calcestruzzo. Tale operazione è preliminare alle successive attività di lavorazione del calcestruzzo stesso presso l’impianto di riciclaggio dell’impresa Bosco Srl, situato a Mascali, in provincia di Catania. La pinza viene quindi utilizzata principalmente presso la piattaforma di recupero, non solo per la frantumazione delle traverse ferroviarie ma anche per quella dei pali per linee elettriche in calcestruzzo armato precompresso, oltre che altri materiali contenenti ferro quali travi e pilastri provenienti da demolizioni.

Grazie al particolare design, infatti, i polverizzatori per grossi volumi della serie BP sono pensati proprio per la demolizione secondaria e per la riduzione aggiuntiva di elementi in cemento armato. In che modo? La forma angolata e le ganasce ampie consentono la netta separazione del cemento dall'armatura e la relativa frantumazione successiva dei detriti in pezzetti adatti per la frantumazione o per l'utilizzo come materiale di riempimento. Il motore idraulico di rotazione opzionale consente inoltre di utilizzare i polverizzatori BP anche per la demolizione primaria.

 

La parola a Giuseppe Bosco, amministratore dell’azienda di famiglia

E ora lasciamo la parola a Giuseppe Bosco, che ci ha raccontato la storia della sua impresa e ci ha spiegato perché per le operazioni di demolizione secondaria ha scelto Epiroc.

La vostra è un’impresa storica attiva sul territorio siciliano, di cosa vi occupate nello specifico?

L’azienda è nata negli anni ‘70 e si è sempre occupata principalmente di attività estrattiva e di produzione di inerti per l’edilizia. Inizialmente con mio nonno, e successivamente con mio padre. Oggi ci siamo aggiunti anche io e mio fratello. L’azienda, infatti, è fondamentalmente a conduzione familiare: oltre che da noi tre, l’organico è composto da quattro dipendenti specializzati nella conduzione di macchine operatrici. Nel 1997 abbiamo ottenuto l’autorizzazione al riciclo di materiali inerti provenienti da scavi, demolizioni e altre attività similari, attività che fino a poco tempo addietro eseguivamo in maniera sporadica ma su cui ci stiamo concentrando sempre di più anche a causa della notevole difficoltà a ottenere nuove autorizzazioni per l’estrazione del materiale.

Il riciclaggio, quindi, è diventata la vostra attività principale?

Sì, e negli ultimi anni, oltre ad aver aggiornato l’autorizzazione per il riciclaggio aumentando sia le tipologie di rifiuto che i quantitativi, abbiamo iniziato un rinnovamento del parco macchine e delle attrezzature mirato principalmente ad ampliare questi servizi.

Nel tempo il vostro parco macchine ha pertanto subito un profondo cambiamento…

Prima era composto da escavatori e pale dalle 30 alle 50 tonnellate. Tali mezzi, però, sono difficoltosi da trasportare nei cantieri, soprattutto in quelli più piccoli. Oltretutto la nostra azienda è localizzata in una piccola realtà, non in un grande centro urbano con aree industriali in continua evoluzione. Così è sorta la necessità di macchine più compatte, per poter svolgere agevolmente i lavori di recupero: ci siamo quindi attrezzati con mezzi dalle 4 alle 24 tonnellate e con diverse attrezzature.

Perché avete scelto il polverizzatore Epiroc BP 2050 R?

Principalmente perché conosciamo molto bene sia Epiroc che Cogemac, l’azienda concessionaria. Negli anni, infatti, con la precedente attività estrattiva in cava abbiamo avuto modo di provare diversi martelli demolitori, e negli ultimi 15 anni abbiamo acquistato solo ed esclusivamente martelli Epiroc (Atlas Copco, come si chiamava prima l’azienda; tuttora abbiamo due MB 1700, un HB 2200 e un HB 4100). Avendo avuto modo di testare a lungo la qualità e la robustezza delle loro attrezzature ci siamo affidati a occhi chiusi anche per il polverizzatore. Avevamo la necessità di una macchina molto robusta e che avesse anche una grande forza, poiché il calcestruzzo con cui sono fatte queste traverse è veramente molto duro. La pinza che avevamo, una multiutility di un’altra marca, dopo qualche settimana di lavoro ha avuto dei cedimenti strutturali significativi proprio per la durezza del materiale. Non era l’attrezzatura adatta a fare un lavoro così pesante, così a lungo. Inoltre, comparando le forze applicate dal BP 2050 R con modelli similari, abbiamo notato che sulla carta erano di gran lunga maggiori.

Gli operatori come si trovano a utilizzarlo?

Ci hanno riferito – e ho avuto modo di constatatolo io stesso – che rispetto all’attrezzature simili utilizzate in lavori precedenti, la pinza è molto performante, molto energica. Siamo pienamente soddisfatti del lavoro che svolge, possiamo dire che, nonostante il materiale sia molto resistente, il polverizzatore non si ferma mai.

Infine, perché avete scelto questo marchio e non un concorrente?

Abbiamo scelto Epiroc poiché essendo già clienti fidelizzati conosciamo bene la filosofia aziendale sia nel pre che nel post-vendita (caratteristica fondamentale) e la qualità delle attrezzature acquistate negli anni passati, che continua a essere sempre la stessa, sinonimo di garanzia. Per noi l’aspetto più importante è poter contare su un’attrezzatura affidabile che riduca i tempi di fermo dovuti alla manutenzione o ai guasti, e con un’alta produttività.

 

La parola a Christian Maggioni, Regional Business Line Manager - Hydraulic Attachment Tools di Epiroc

Per saperne di più sul polverizzatore per calcestruzzo BP 2050 R abbiamo chiesto al responsabile dell’intera gamma di attrezzature idrauliche di Epiroc, Christian Maggioni, di illustrarci i dettagli tecnici.

Quali sono le caratteristiche tecniche che contraddistinguono la pinza BP 2050 R?

Si tratta di una pinza molto robusta con un design a collo d'oca, ossia con la bocca verso l'operatore e non dalla parte opposta. È un’attrezzatura che si presta molto bene al lavoro a terra, quindi particolarmente indicata per interventi di demolizione secondaria come quello sulla tratta ferroviaria siciliana. Questa tipologia di lavori, nello specifico, non richiede un grande dispendio di energia ma comporta un’elevata usura della bocca del frantumatore, perché operando a terra, a contatto con elementi abrasivi, causa un alto decadimento delle piastre antiusura della bocca. Per ovviare a questo problema, la nostra azienda è stata la prima a dotare le bocche di queste attrezzature di piastre amovibili, sostituibile in velocità semplicemente svitando alcuni bulloni. Un dettaglio costruttivo che permette di risparmiare moltissimo tempo, sia in termini di manutenzione sia per il mantenimento del frantumatore in perfetto stato.

Un’altra caratteristica da mettere in evidenza è il cilindro maggiorato; quindi, con tolleranza al lavoro più alta e meno soggetto a manutenzione; unica necessità è rappresentata dalle piastre, disponibili nell'aftermarket con una consegna di 24/48 ore.

Oltre il prodotto, il servizio. Cosa caratterizza il vostro servizio post-vendita?

Garantiamo un’assistenza capillare su tutto il territorio nazionale, sebbene sia particolarmente frastagliato – e il cantiere siciliano è una testimonianza concreta del nostro modo di operare. Contiamo su una doppia rete di service: una diretta, gestita direttamente dal nostro personale tecnico, e una indiretta, gestita dai nostri dealer. Il nostro personale, costituito da meccanici specializzati e specificamente formati in attrezzature idrauliche, qualora sia necessario, è anche in grado di supportare i dealer direttamente in cantiere.

Il core business di Epiroc, come si sa, è rappresentato dai martelli demolitori. Può ricordarci l’intera gamma di attrezzature idrauliche?

I martelli demolitori sono da sempre il nostro cavallo di battaglia, e oggi disponiamo della più completa gamma in tutto il mondo, con martelli da 60 kg a 10 ton. Il resto della gamma si compone di: pinze per la demolizione primaria e secondaria, frese da braccio, piastre da compattazione, benne frantoio e benne vagliatrici.Tra le novità, HATCON (Hydraulic Attachment Tools Connectivity), strumento che consente di monitorare da remoto i parametri di funzionamenti delle attrezzature, passando quindi da una “manutenzione a rottura” a una “manutenzione predittiva”. HATCON permette infatti di avere sotto controllo le ore di lavoro, il posizionamento e gli intervalli di manutenzione direttamente dal computer, tablet o smartphone (come si evince dalla foto a sinistra).

 

 

Epiroc BP 2050 R, i dati tecnici

Peso escavatore: 22 - 27 t

Peso: 2.560 kg

Apertura ganasce: 875 mm

Ampiezza ganasce: 610 mm

Lunghezza lama: 190 mm

Forza di taglio lame superiori: 290 t

Forza di rottura, punta della ganascia: 90 t

Pressione di esercizio: 350 bar

Flusso olio: 150 l/min - 250 l/min

Ciclo di chiusura: 2,5 secondi

Epiroc: chi è, cosa fa

Lo spin off di Epiroc da Atlas Copco risale al 2017: Epiroc è focalizzata sui settori dell’ingegneria civile e del minerario (con un’ampia gamma di macchine ed attrezzature da demolizione e perforazione) mentre Atlas Copco sui prodotti ad aria compressa; dal 2018 Epiroc è una società indipendente quotata al Nasdaq di Stoccolma. Al momento dello scorporo, Atlas Copco ha conferito ad Epiroc le fabbriche, il know how, il personale, i brevetti, etc. Entrambe i Gruppi appartengono alla holding svedese Investor AB.

 

Dal 15 al 18 settembre a Geofluid per conoscere la gamma Epiroc

Epiroc partecipa a Geofluid, mostra internazionale delle tecnologie e attrezzature per la ricerca, estrazione e trasporto dei fluidi sotterranei, in programma dal 15 al 18 settembre nel centro fieristico di Piacenza. Il focus è la perforazione e la geotecnica ma è presente un piccolo corner dedicato alla gamma da demolizione, tra cui un martello demolitore equipaggiato del nuovo strumento HATCON (esattamente come nella foto a sinistra).

Epiroc@Geofluid Pad. 1, Corsia B/C, Stand 133

 

 

 

 

 

 

 

 

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