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29/04/2026

Il settore construction a Verona per la 32esima edizione di SaMoTer

Testo di: Daniela Stasi

SaMoTer è l’unica rassegna in Italia interamente dedicata alla filiera del construction equipment. Organizzata da Veronafiere in collaborazione con Unacea e Cece, va in scena dal 6 al 9 maggio nel quartiere fieristico veronese. A svelarci l’essenza del Salone triennale è l’event manager Matteo Pasinato, che ci ha concesso un’interessante intervista. 

Tra una settimana esatta ha inizio la la 32esima edizione di SaMoTer. Dal 6 al 9 maggio, il Salone internazionale triennale delle macchine per costruzioni ritorna alla fiera di Verona con 526 aziende espositrici (di cui 124 estere) provenienti da 22 Paesi, distribuite su sei padiglioni e tre aree esterne per l’esposizione e gli spazi demo per le prove dinamiche per un totale di 52mila metri quadrati. È l’event manager Matteo Pasinato ad averci accompagnato nei meandri dell'evento. 
 

Intervista a Matteo Pasinato, event manager SaMoTer

La manifestazione fieristica, organizzata da Veronafiere in partnership con Unacea (l’Unione italiana macchine per costruzioni) e Cece (la Federazione europea construction equipment), è l’unica rassegna in Italia interamente dedicata alla filiera del construction equipment: dal movimento terra al sollevamento, dalla demolizione alla perforazione, passando per la frantumazione e per i veicoli per cava e cantiere, ma anche dal calcestruzzo al settore stradale, senza dimenticare le attrezzature, i componenti, i ricambi, la logistica, i servizi e le soluzioni ICT. Ecco cosa ci ha raccontato Matteo Pasinato. 

 

Quali sono gli aspetti che contraddistinguono l’edizione 2026?
La 32esima edizione di SaMoTer si distingue innanzitutto per la sua forte vocazione all’innovazione e per l’attenzione concreta alle grandi trasformazioni che stanno ridefinendo il settore delle macchine per costruzioni. Non si tratta semplicemente di una manifestazione espositiva, ma di un vero e proprio osservatorio sulle dinamiche economiche, tecnologiche e organizzative che interessano l’intera filiera. Il cuore dell’edizione 2026 è rappresentato dal concetto di cantiere del futuro, che integra digitalizzazione, sostenibilità ambientale e nuove competenze professionali. Temi come automazione, intelligenza artificiale, connettività, gestione dei dati e riduzione delle emissioni non sono più prospettive lontane, ma soluzioni operative già presenti nei cantieri e destinate a diventare standard di mercato. Un elemento distintivo è inoltre il rafforzamento delle aree dimostrative e dei contenuti tecnici. Penso in particolare al Cantiere Digitale, uno spazio esperienziale in cui le tecnologie, grazie alla collaborazione con “Quelli del Movimento Terra”, vengono applicate in un contesto reale e operativo, permettendo ai visitatori di osservare dal vivo l’integrazione tra macchine, software e sistemi di controllo avanzati. Questo approccio consente di passare dalla teoria alla pratica, favorendo una comprensione concreta delle innovazioni. Accanto a questo, l’edizione 2026 conferma la dimensione internazionale della manifestazione, con la presenza dei grandi leader di settore e un’importante attività di incoming di buyer esteri provenienti da mercati strategici per l’export. SaMoTer si consolida così come una piattaforma di business e networking capace di sostenere la crescita delle imprese e lo sviluppo del settore.

In che modo la lunga storia di SaMoTer va a connotare l’attuale fisionomia del Salone?
La storia di SaMoTer rappresenta uno degli elementi identitari più forti della manifestazione e contribuisce in modo determinante a definire la sua attuale fisionomia. Parliamo di un percorso lungo oltre sessant’anni, iniziato nel 1964 con l’obiettivo di creare un evento specialistico dedicato al movimento terra e all’edilcantieristica. Fin dalle prime edizioni, la manifestazione si è distinta per la capacità di interpretare le esigenze delle imprese e di accompagnare l’evoluzione tecnologica del settore. Questo approccio ha consentito a SaMoTer di consolidare nel tempo un ruolo di riferimento nel panorama fieristico nazionale e internazionale, diventando un punto di incontro stabile tra produttori, ricerca, istituzioni e operatori professionali. Oggi questa eredità storica si traduce in una fiera che combina tradizione e innovazione. Da un lato, SaMoTer mantiene la sua identità di salone altamente specializzato, focalizzato sulle macchine per costruzioni e sulle tecnologie di cantiere. Dall’altro, ha saputo evolversi integrando nuovi temi e nuove competenze, come la sostenibilità ambientale, la digitalizzazione dei processi e la formazione professionale. La continuità nel tempo ha, inoltre, permesso di costruire una rete consolidata di relazioni internazionali e di partnership strategiche con associazioni di categoria, enti di ricerca e organizzazioni istituzionali. Questo patrimonio relazionale rappresenta attualmente uno dei principali fattori di competitività della manifestazione.

Secondo lei, quali sono le caratteristiche di SaMoTer che possono orientare il settore delle macchine per le costruzioni?
Ritengo che siano principalmente tre: la capacità di anticipare le tendenze, il ruolo di piattaforma di confronto e la funzione di acceleratore dell’innovazione. Il Salone rappresenta innanzitutto un luogo in cui le aziende presentano in anteprima tecnologie e soluzioni destinate a influenzare l’evoluzione del mercato. Questo permette agli operatori di individuare con anticipo le direzioni verso cui si sta muovendo il settore, sia in termini di prodotti sia di modelli organizzativi. Un secondo elemento fondamentale è il confronto tra gli attori stessa dell’intera filiera. SaMoTer riunisce costruttori, distributori, dealer, imprese di costruzioni, noleggiatori, progettisti e istituzioni, creando un contesto in cui è possibile condividere esperienze, discutere criticità e individuare soluzioni comuni. Questo dialogo contribuisce a definire standard operativi e a diffondere le best practice. La manifestazione svolge, infine, un ruolo di acceleratore dell’innovazione. Attraverso iniziative come il SaMoTer Lab e il programma convegnistico della SaMoTer Arena, vengono affrontati temi strategici come sicurezza, sostenibilità, digitalizzazione e gestione delle competenze. Questi contenuti non solo informano, ma contribuiscono concretamente ad orientare le scelte di investimento delle imprese e a migliorare la competitività del settore.

Può spiegarci nel dettaglio in che cosa consiste la SaMoTer Academy e qual è il suo obiettivo primario?
La SaMoTer Academy rappresenta una delle novità più significative dell’edizione 2026 e nasce per rispondere ad una delle sfide più urgenti del settore: la carenza di operatori qualificati. Si tratta di un progetto strategico sviluppato con Engim Veneto, con l’obiettivo di creare un ponte concreto tra sistema educativo e mondo del lavoro. SaMoTer Academy non è pensato come un’iniziativa occasionale legata alla manifestazione, ma come un ecosistema formativo permanente, attivo durante tutto l’anno. Il modello formativo si basa su un approccio integrato che combina teoria e pratica. Gli studenti possono intraprendere percorsi professionalizzanti già dopo la scuola secondaria di primo grado, con la possibilità di formarsi direttamente sui macchinari utilizzati nelle aziende partner. Questo consente di acquisire competenze tecniche reali e immediatamente spendibili nel mercato del lavoro. L’obiettivo primario di SaMoTer Academy è duplice. Da un lato, contribuire a ridurre il mismatch tra domanda e offerta di lavoro nel settore delle costruzioni. Dall’altro, valorizzare le professioni tecniche e promuovere una nuova cultura del lavoro basata su competenze, sicurezza e innovazione. In un contesto in cui la transizione digitale e la sostenibilità stanno trasformando i cantieri, la formazione diventa, infatti, un fattore strategico per garantire la competitività delle imprese e la qualità delle infrastrutture. Durante SaMoTer, nelle giornate del 6 e 7 maggio 2026, circa 200 studenti visiteranno le aziende sponsor della SaMoTer Academy. Nel corso delle visite assisteranno alla presentazione di ciascuna azienda e delle opportunità di lavoro offerte dalle stesse.

Al di là dell’esposizione in sé e del calendario eventi, cosa rimane agli espositori e ai visitatori di SaMoTer dopo i giorni del Salone?
Ciò che rimane è soprattutto un patrimonio di relazioni, conoscenze e opportunità di sviluppo. Per gli espositori, la partecipazione a SaMoTer significa rafforzare la propria presenza sul mercato, consolidare rapporti commerciali esistenti e avviare nuove collaborazioni. La manifestazione offre, infatti, un contesto altamente qualificato in cui incontrare clienti, partner e distributori provenienti da diversi Paesi, favorendo l’internazionalizzazione e l’espansione del business. Per i visitatori, l’esperienza del Salone si traduce in un aggiornamento professionale concreto. Le tecnologie osservate in fiera, le competenze acquisite durante i convegni e i contatti stabiliti con le aziende diventano strumenti utili per migliorare l’efficienza operativa e la competitività delle imprese. Ma c’è anche un valore meno tangibile, e forse ancora più importante: la consapevolezza delle trasformazioni in atto nel settore e delle opportunità che queste trasformazioni generano. SaMoTer non è solo un luogo in cui si presentano macchine, ma uno spazio in cui si costruisce una visione condivisa del futuro delle costruzioni. In questo senso, il lascito più significativo della manifestazione è la capacità di stimolare innovazione, collaborazione e crescita, contribuendo allo sviluppo sostenibile dell’intero comparto.

Appuntamento, allora, in fiera a Verona dal 6 al 9 maggio. 

 

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