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24/09/2026

CECE, il mercato europeo delle macchine per costruzioni accelera nel 2026

Testo di: Redazione

Il mercato europeo delle macchine per costruzioni mostra segnali di rafforzamento nella prima metà del 2026. Dopo la crescita moderata registrata nel 2025, le vendite hanno continuato a crescere, sostenute dalla ripresa degli investimenti e dalla domanda legata alla sostenibilità e alle infrastrutture. È quanto emerge dal Market Update del CECE (Committee for European Construction Equipment), presentato a settembre da Sebastian Popp, Economic Affairs Manager dell’associazione.

Le indicazioni per l’intero 2026 sono positive, con una crescita delle vendite europee stimata tra il 5 e il 10%, anche se il quadro rimane caratterizzato da forti differenze tra i singoli mercati e da alcune criticità strutturali che continuano a pesare sul settore.

 

Dati CECE 2026, Regno Unito e Spagna guidano la crescita

Nel primo semestre dell’anno le vendite di macchine per costruzioni hanno registrato un incremento dell’8% nel mercato europeo, accompagnato anche da un lieve aumento delle ore medie giornaliere di utilizzo sia delle macchine pesanti sia di quelle compatte. A distinguersi sono soprattutto il Regno Unito e l’Europa meridionale, con la Spagna tra i mercati che mostrano gli incrementi più sostenuti. La Germania, pur confermandosi il principale mercato europeo per volume di vendite, evidenzia una crescita più contenuta rispetto ai mercati più dinamici. La Germania rappresenta infatti il 21% delle vendite complessive europee, seguita dal Regno Unito con il 14%, dalla Francia con il 12% e dall’Italia con il 10%.

Anche il CECE Business Barometer conferma un progressivo miglioramento del clima di mercato, sia per quanto riguarda la situazione attuale sia per le aspettative future.

 

Calcestruzzo in forte crescita

La ripresa non interessa in modo uniforme tutti i segmenti del mercato. A registrare la performance più marcata sono le macchine per il calcestruzzo, con vendite in aumento di oltre il 30% dall’inizio dell’anno. Seguono gru a torre e attrezzature idrauliche, che mostrano anch’esse una crescita significativa. Più contenuto, ma comunque positivo, l'andamento delle macchine movimento terra e delle macchine stradali.

Il quadro conferma inoltre una dinamica più favorevole per le macchine destinate al building construction rispetto a quelle legate al civil engineering e alla costruzione stradale. Secondo CECE, l’attuale andamento positivo rappresenta in parte un recupero rispetto alla fase precedente.

 

Market Update del CECE, export e pressione della concorrenza cinese

Sul fronte internazionale, il quadro appare più articolato. Le esportazioni europee di macchine verso gli Stati Uniti mostrano segnali di lieve ripresa nel 2026. Parallelamente, continuano a crescere le importazioni europee di mezzi dalla Cina, confermando una dinamica di forte espansione. La dinamica commerciale si inserisce in un contesto globale nel quale CECE prevede una crescita complessiva delle vendite di macchine da costruzione intorno al 5% nel 2026, con India, Sud-Est asiatico e America Latina tra i mercati più dinamici. Più complessa la situazione in Cina e Medio Oriente, mentre la maggiore pressione dei costruttori cinesi sui mercati internazionali rappresenta uno degli elementi destinati a incidere sullo scenario competitivo.

 

Costruzioni europee, tra resilienza e problemi strutturali

A completare il quadro del Market Update è stato l’intervento di William Connell García, Deputy Chief Economist della Direzione generale GROW della Commissione europea. Il settore europeo delle costruzioni sta mostrando una certa resilienza dei volumi produttivi, ma continua a operare in un contesto caratterizzato da incertezza geopolitica, costi di finanziamento elevati e una produttività che rimane debole rispetto ad altri comparti industriali.

Tra i principali fattori di pressione figurano la carenza di manodopera qualificata, il costo dell’energia e il ritardo nell’adozione di tecnologie digitali e innovative. A questi elementi si aggiunge la vulnerabilità delle catene di approvvigionamento, anche per la dipendenza da input energetici e da prodotti intermedi provenienti dalla Cina. La competitività rappresenta quindi uno dei temi centrali per il futuro dell’industria europea delle costruzioni e della relativa filiera delle macchine.

 

Secondo il CECE la questione abitativa è un'opportunità per il settore

Non mancano tuttavia potenziali driver di crescita nel medio e lungo periodo. Uno dei principali è rappresentato dall’emergenza abitativa europea. Secondo i dati presentati durante il Market Update, nell’Unione Europea vengono realizzate oggi circa 1,6 milioni di nuove abitazioni all’anno, a fronte di un fabbisogno stimato in circa 2,25 milioni. Il deficit è quindi nell’ordine di 650.000 abitazioni ogni anno.

Colmare questa distanza richiederebbe, secondo le stime illustrate nel corso dell’evento, circa 150 miliardi di euro di investimenti aggiuntivi all’anno. Un fabbisogno che potrebbe rappresentare, nel medio-lungo periodo, un importante motore per il settore delle costruzioni e, di conseguenza, per la domanda di macchine e attrezzature.

Il quadro tracciato da CECE restituisce quindi un mercato europeo delle macchine da costruzione tornato a crescere, ma non ancora fuori dalla fase di trasformazione. Da una parte ci sono il recupero delle vendite, la maggiore attività in alcuni mercati europei, gli investimenti infrastrutturali e la spinta legata alla sostenibilità. Dall’altra rimangono le incognite legate al quadro geopolitico, ai costi di finanziamento, alla disponibilità di manodopera, alla produttività e alla crescente concorrenza internazionale.

La previsione di crescita per il 2026 offre dunque un segnale positivo per i costruttori, ma il messaggio emerso dal Market Update è anche quello di un'industria chiamata a rafforzare la propria competitività mentre affronta una trasformazione che coinvolge tecnologie, energia, supply chain e modelli produttivi.

 

Fonte: Cece
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