La forza di BolognaFiere nasce dalla capacità di unire specializzazione e diversificazione, mettendo in relazione filiere diverse che condividono innovazione, sostenibilità e sviluppo infrastrutturale. A dimostrarlo è l’edizione 2026 di Asphaltica che, organizzata in collaborazione con Siteb - Strade italiane e bitumi, registra un incremento di espositori del 18% rispetto al 2024. Per saperne di più abbiamo intervistato Raul Barbieri, direttore Manifestazioni Partnership e Organizzatori Esterni di BolognaFiere Group.

Dal 7 al 10 ottobre nel quartiere fieristico di Bologna torna Asphaltica, il Salone internazionale della filiera stradale, organizzato da BolognaFiere in collaborazione con Siteb - Strade italiane e bitumi. La scorsa edizione, che ha visto il trasferimento del Salone nel capoluogo emiliano, è stata una scommessa vinta, premessa alla crescita che si sta registrando nel 2026, con un +18% di espositori rispetto al 2024 e oltre 8.000 operatori attesi da tutta Europa.
Quest’anno Asphaltica si svolge nel nuovo padiglione 37 di BolognaFiere, tra i più tecnologici del quartiere fieristico, mettendo in relazione produttori di macchine, impianti, materiali e soluzioni con progettisti, imprese, gestori delle infrastrutture, Pubbliche Amministrazioni, università e centri di ricerca.
Asphaltica 2026, intervista a Raul Barbieri“Asphaltica è il principale appuntamento nazionale e uno dei più importanti in Europa per gli operatori della viabilità stradale. Siamo pronti a partire con una nuova edizione che ha tutti i presupposti per riconfermare il primato della manifestazione. In questi quattro giorni BolognaFiere diventerà il luogo eletto da produttori di macchine, impianti, materiali e soluzioni per incontrare chi progetta, realizza e gestisce le infrastrutture. Un’occasione fondamentale per confrontarsi sull’evoluzione del settore e sulle tecnologie che possono rendere le nostre strade più efficienti, sostenibili e sicure”, ha dichiarato Raul Barbieri (a sinistra), direttore Manifestazioni Partnership e Organizzatori Esterni di BolognaFiere Group, durante la conferenza stampa svoltasi ieri. Per entrare più nel dettaglio della manifestazione, gli abbiamo fatto qualche domanda. Ecco cosa ci ha risposto.
Nel 2024 il trasferimento di Asphaltica a Bologna doveva rappresentare un progetto di crescita. A due anni di distanza, quali risultati concreti ha prodotto questa scelta e quali obiettivi, invece, sono ancora da raggiungere?
L’obiettivo che avevamo era accompagnare la crescita del settore attraverso una piattaforma fieristica più solida e internazionale, e credo che oggi questa direzione sia evidente. Nel 2024 Asphaltica ha registrato 120 espositori provenienti da 10 Paesi e oltre 7.300 metri quadrati di superficie espositiva netta, dimostrando fin da subito la capacità di BolognaFiere di offrire nuove opportunità di sviluppo alla manifestazione. A favorire questa crescita è stata anche la posizione strategica di Bologna, al centro delle principali direttrici ferroviarie e autostradali del Paese e nel cuore di uno dei più importanti distretti manifatturieri europei.
Oggi guardiamo già al passo successivo: l'edizione 2026 punta a raggiungere 150 espositori e 10.000 metri quadrati espositivi netti, con una crescente attenzione all'internazionalizzazione e all'attrazione di buyer qualificati. Questo significa che la scommessa iniziale si sta trasformando in un progetto strutturato di crescita, a beneficio dell'intera filiera delle infrastrutture stradali.
Asphaltica è tornata a Bologna e oggi la collaborazione con Siteb è consolidata. Com'è cambiato, in questi due anni, il rapporto tra BolognaFiere e Siteb e quanto è diventato strategico per lo sviluppo della manifestazione?
La collaborazione con Siteb si è ulteriormente rafforzata perché si fonda su una visione condivisa: costruire un evento capace di rappresentare l'intera filiera delle infrastrutture stradali e accompagnarne l'evoluzione. 
In questi anni abbiamo lavorato fianco a fianco per ampliare contenuti, relazioni e opportunità di business. Siteb porta competenze tecniche e rappresentatività del settore; BolognaFiere mette a disposizione una piattaforma internazionale di business, relazioni e sviluppo in grado di valorizzarle al massimo. È un rapporto strategico che ha permesso ad Asphaltica di crescere e che continuerà a essere un elemento chiave per il suo sviluppo futuro.
Nel 2024 si parlava della necessità di costruire attorno ad Asphaltica una rete di relazioni con stakeholder istituzionali, scientifici ed economici. Quanto questa visione si è tradotta in realtà e quali nuove relazioni avete costruito?
Assolutamente sì. Uno degli obiettivi che ci eravamo dati nel 2024 era trasformare Asphaltica da semplice manifestazione espositiva a una vera piattaforma di relazioni per l'intera filiera delle infrastrutture. Oggi possiamo dire che questo obiettivo è stato raggiunto. In questi anni abbiamo consolidato il dialogo con attori strategici come Anas, Piarc - World Road Association, il mondo universitario e i principali centri di ricerca, rafforzando al tempo stesso il coinvolgimento delle istituzioni e delle associazioni di settore.
La crescita della rete di relazioni è confermata anche dall'evoluzione dell'offerta espositiva. Accanto ai comparti storici dell'asfalto e dei bitumi, oggi Asphaltica coinvolge realtà attive nei settori delle Smart Road, della digitalizzazione, della sicurezza stradale, dell'illuminotecnica e della mobilità sostenibile. Particolarmente significativo è il ritorno da protagonisti di aziende come Eni, Italiana Petroli e CGT, tre operatori che rappresentano competenze, innovazione e capacità industriale fondamentali per l'evoluzione del comparto.
Credo che questo sia uno dei risultati più importanti ottenuti insieme a Siteb: aver trasformato Asphaltica in un punto di incontro capace di mettere in relazione industria, ricerca, istituzioni e grandi player internazionali, facendo di Bologna il luogo naturale in cui discutere il futuro delle infrastrutture stradali.
L'edizione 2026 mette al centro innovazione, sostenibilità e sicurezza. Dal punto di vista di un grande organizzatore fieristico, quali sono oggi i temi che stanno realmente trasformando il settore delle infrastrutture stradali e quali, invece, rischiano di rimanere soltanto parole d'ordine?
Le parole da sole non bastano mai: diventano importanti quando si traducono in investimenti, tecnologie e risultati misurabili. Innovazione, sostenibilità e sicurezza sono temi concreti perché stanno già cambiando il modo di progettare, costruire e mantenere le infrastrutture. Penso all'utilizzo di materiali sempre più performanti e circolari, alla digitalizzazione dei processi, ai sistemi di monitoraggio intelligente delle reti e alla crescente attenzione alla sicurezza degli utenti e degli operatori.
Proprio per questo Asphaltica 2026 non si limiterà a raccontare queste trasformazioni, ma le renderà visibili e tangibili. Tra le principali novità figura infatti il Cantiere Sostenibile, una nuova area dimostrativa live che mostrerà dal vivo l'intero ciclo di recupero e riutilizzo del fresato d'asfalto: dalla fresatura alla rigenerazione fino alla compattazione finale. È l’esempio concreto, a mio avviso, il discrimine tra innovazione vera e semplici parole d'ordine: la capacità di trasformare principi condivisi in soluzioni già disponibili e misurabili sul mercato.
In questi due anni BolognaFiere ha continuato a investire sul quartiere fieristico. Quanto questi investimenti, e in particolare il potenziamento degli spazi e delle strutture, cambiano le possibilità di sviluppo di manifestazioni verticali come Asphaltica?
Gli investimenti sul quartiere fieristico sono investimenti sulla competitività del territorio e delle manifestazioni che ospitiamo. Oggi le imprese chiedono spazi efficienti, servizi avanzati, facilità di accesso e infrastrutture all'altezza degli standard internazionali.
Asphaltica è un esempio concreto: dopo aver sviluppato nel 2024 oltre 7.300 metri quadrati di area espositiva, nel 2026 punta a raggiungere i 10.000 metri quadrati netti e 150 espositori. .È una crescita che richiede spazi moderni, servizi avanzati e una capacità organizzativa sempre più evoluta. BolognaFiere sta lavorando esattamente in questa direzione, mettendo ogni manifestazione nelle condizioni di esprimere il proprio massimo potenziale.
Per una manifestazione verticale come Asphaltica significa poter crescere in termini di espositori, visitatori e contenuti, offrendo esperienze sempre più complete e professionali. Il nostro obiettivo è mettere ogni evento nelle condizioni di sviluppare tutto il proprio potenziale e di competere con le migliori manifestazioni europee del settore.
BolognaFiere ha ormai una dimensione internazionale molto forte. È realistico immaginare che Asphaltica possa diventare sempre più un appuntamento di riferimento anche per operatori e aziende estere? E quali mercati vi interessano maggiormente?
È un obiettivo assolutamente realistico. L'internazionalizzazione è una delle principali direttrici di sviluppo di BolognaFiere e riguarda tutte le nostre manifestazioni. La crescita internazionale di Asphaltica trova in Bologna un alleato naturale. L'edizione 2026 punta a rafforzare ulteriormente la presenza di operatori e buyer provenienti dall'estero.
La città infatti è facilmente raggiungibile da tutta Italia grazie all'alta velocità ferroviaria e ai principali collegamenti autostradali e aeroportuali, ma soprattutto è inserita nel cuore del più importante sistema manifatturiero italiano. Per questo gli operatori stranieri che partecipano alla manifestazione non trovano soltanto una fiera, ma l'accesso diretto a un territorio che rappresenta uno dei motori industriali del Paese.
Guardiamo con particolare attenzione ai mercati europei, all'area mediterranea e ad alcuni Paesi in forte crescita infrastrutturale, perché riteniamo che Asphaltica possa diventare sempre più un luogo privilegiato di incontro tra domanda e offerta internazionale.
Le infrastrutture stradali sono un tema che riguarda direttamente competitività, mobilità e sicurezza del Paese. Dal suo osservatorio, che cosa manca oggi perché le risorse destinate alle infrastrutture si traducano più rapidamente in cantieri, manutenzione e opere realizzate?
L'Italia dispone oggi di risorse importanti e di competenze industriali di altissimo livello. La sfida è riuscire a trasformare queste opportunità in progetti realizzati con tempi certi e procedure efficienti.
Servono continuità programmatoria, semplificazione amministrativa e una collaborazione sempre più stretta tra pubblico e privato. La manutenzione delle infrastrutture esistenti deve diventare una priorità strategica quanto la realizzazione di nuove opere. La competitività di un Paese dipende anche dalla qualità delle sue reti di collegamento e dalla capacità di mantenerle sicure, moderne ed efficienti nel tempo.
Due anni fa BolognaFiere parlava di una scommessa. Se oggi dovesse dirci in una frase che cosa è diventata Asphaltica per BolognaFiere, quale sarebbe?
Se due anni fa era una scommessa, oggi Asphaltica è la dimostrazione che BolognaFiere può trasformare un'eccellenza di settore in una piattaforma internazionale di business, innovazione e relazioni, facendo di Bologna il punto di riferimento per il futuro delle infrastrutture stradali.