Le nuove pinze demolitrici MB-P e MB-PT di MB Crusher sono in grado di svolgere più operazioni, dalla demolizione primaria al taglio metalli. Potete toccarle con mano fino a venerdì 7 novembre a Ecomondo, nel quartiere fieristico di Rimini, insieme al resto della gamma. Ecco le coordinate: padiglione C3, stand 506.
“Lo scoprire consiste nel vedere ciò che tutti hanno visto e nel pensare ciò che nessuno ha pensato”. Non è una massima filosofica, come può sembrare alla prima lettura. È una frase “sudata”, frutto di intuizioni, studi, prove continue, che portarono chi la pronunciò, il biochimico ungherese Albert Szent-Györgyi, a scoprire la vitamina C e a vincere il Premio Nobel per la medicina e la fisiologia nel 1937. Proprio così: scoprì qualcosa che tutti avevano visto e pensò a qualcosa che nessuno aveva mai pensato. Atterrando dal volo pindarico, ci chiediamo a quale realtà, nel nostro settore, possiamo associare questo concetto. E la risposta è pronta, non abbiamo bisogno di tanti ragionamenti: MB Crusher che, con la sua benna frantoio, anni fa ha davvero reso tangibile l’aforisma di Szent-Györgyi. Di recente ha fatto il bis con il lancio della linea di pinze demolitrici MB-P e MB-PT.
In questo focus esploriamo l’aspetto tecnico delle nuove attrezzature e vi riportiamo una case history (immortalata nelle foto). Per saggiare teoria e pratica insieme. Ricordiamo, tra l’altro, che da ieri fino a venerdì 7 novembre MB Crusher è a Ecomondo, nel quartiere fieristico di Rimini, dove è possibile toccare con mano la sua gamma, pinze demolitrici comprese. Ecco le coordinate: padiglione C3, stand 506.
Dalla demolizione primaria al taglio metalli con le pinze demolitrici MB-P e MB-PTIniziamo col dire che le nuove pinze demolitrici sono il frutto di anni di lavoro interno all’azienda vicentina, test estremi in cantiere e ascolto delle esigenze di chi lavora davvero sul campo. Quest’ultimo aspetto, in particolare, si è rivelato utilissimo per sviluppare le attrezzature. Il risultato è una linea in grado di eseguire più azioni:
- demolizione primaria: massimo della forza per demolire calcestruzzo armato, pilastri, strutture portanti;
- demolizione controllata: lavori di precisione in contesti sensibili, con tempi stretti e margini ridotti;
- demolizione secondaria: riduzione volumetrica dei detriti e possibilità di lavorarli direttamente con le benne frantoio MB;
- selezione e recupero materiali: separazione dei materiali inerti per riciclarli subito, in cantiere, senza costosi trasporti;
- taglio metalli.
Due le serie: MB-P, per macchine compatte, composta dai modelli MB-P160 e MB-P380; MB-PT, la linea pesante, con i modelli MB-PT650, MB-PT1150 e MB-PT1650. Entrambe hanno una garanzia di 24 mesi, sono predisposte per i ganci di movimentazione e sono compatibili con diversi kit operativi.
Nel dettaglio, la serie MB-PT può montare tre kit di chele, intercambiabili in poco tempo in cantiere:
• frantumazione primaria, per strutture in cemento armato;
• frantumazione secondaria, per ridurre i blocchi già demoliti;
• cesoia, per il taglio di acciaio e metalli.
Il cambio kit è semplice e veloce, direttamente in cantiere. Niente tempi morti.
Ricordiamo che il kit frantumazione secondaria può essere montato anche sul modello MB-P380.
Ogni pinza demolitrice è progettata con rotazione idraulica continua a 360°. Questo significa che si può posizionarla facilmente, senza dover spostare ogni volta la macchina. Il sistema è compatibile anche con doppio motore, per incrementare la forza rotazionale quando serve.
Tra i punti di forza:
• piastra inclinata, disponibile su tutti i modelli tranne il più piccolo, per un più ampio raggio d’azione, quindi per lavorare vicino ai cingoli o in zone strette;
• kit di rotazione elettrica, disponibile su richiesta, per lavorare anche se la macchina operatrice è senza doppia linea;
• intera struttura (corpo e chele) in Hardox 450, un acciaio antiusura tra i più resistenti;
• sistema di leveraggio ottimizzato per dare la massima forza a ogni “pinzata”;
• cilindri protetti per operare anche nelle condizioni più dure;
• ralla robusta e impianto idraulico a due o quattro tubi, per prestazioni costanti anche sotto sforzo.
Da evidenziare inoltre che le pinze demolitrici MB non usano il booster. E ciò significa: meno stress sull’escavatore, minore temperatura dell’olio, maggiore durata dell’attrezzatura.
E ancora, per una manutenzione veloce da eseguire direttamente in cantiere, ogni componente è progettato per essere sostituito in pochi minuti. Così i taglienti e i denti sono intercambiabili, sostituibili sul posto, le lame sono reversibili e intercambiabili (quattro lati utilizzabili per una durata maggiore), la lubrificazione è centralizzata e la geometria è ottimale, per una rapida apertura e chiusura delle chele.
Le pinze demolitrici MB Crusher non si fermano alla demolizione. In combinazione con le benne frantoio della linea MB, permettono di ridurre i volumi dei detriti, separare gli inerti per il riciclo immediato, creare nuovo materiale riutilizzabile in loco. In sostanza, come tutte le attrezzature idrauliche dell’azienda, si integrano in una logica circolare e a basse emissioni di carbonio, trasformando in risorsa quello che prima era un rifiuto. Facendo risparmiare tempo, costi di trasporto e di smaltimento.
Ecco un esempio concreto, un intervento di demolizione controllata eseguita con la pinza demolitrice per calcestruzzo MB-PT1650, progettata per escavatori da 19 a 25 tonnellate. L’impresa francese Guillaume TP ha smantellato un vecchio capannone a due piani, adiacente a una casa confinante, senza danneggiare nulla intorno. I due edifici erano infatti collegati da travi, l’intervento era quindi rischioso. Iniziando dall’alto, si è proceduto con il taglio di travi e solai. Il tutto nel pieno controllo degli impatti. 
Una vera operazione chirurgica. “La pinza MB-PT1650 è uno strumento chirurgico. Semplice, robusto, efficace”, racconta Yohan Guillaume, titolare di Guillaume TP.
Terminata la demolizione, cambio rapido d’attrezzatura ed entrata in scena della benna frantoio BF70.2. Il calcestruzzo, le pietre e le travi sono stati trasformati in aggregati, mentre le parti metalliche sono state selezionate e riutilizzate. Zero sprechi, zero trasporti inutili. “Frantumo tutto a 0/80 mm, poi lo utilizzo per strade di accesso o piazzali”, riassume Yohan.
Arrivati fin qui, si ha la certezza che MB Crusher abbia messo in pratica le parole di Szent-Györgyi: grazie alle sue intuizioni ha inventato osservando l’esperienza in cantiere e pensando ciò che nessuno aveva mai pensato prima.