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07/01/2026

Cams, 25 anni di ingegneria su misura

Testo di: Daniela Stasi

Da 25 anni Cams dimostra di mettere al centro il cliente progettando impianti personalizzati sul materiale, sul contesto operativo e sulle specifiche esigenze energetiche, facendo della flessibilità tecnica e della modularità il cuore della propria visione industriale.

C’è un punto di vista spesso trascurato quando si parla di economia circolare e sostenibilità industriale: non è soltanto una questione di tecnologie o di normative, ma di visioni. Quelle lungimiranti, in grado di resistere al tempo. A Castel San Pietro Terme, in provincia di Bologna, nel cuore dell’Emilia profonda, questa visione non è teorica. È la storia di Cams, una delle realtà più significative del nostro Paese nel riciclo degli inerti, che quest’anno celebra i suoi primi 25 anni di innovazione sostenibile. E a caratterizzare l’azienda è la centralità del cliente. Fin dai primi anni di attività, infatti, ha accettato la sfida di trattare materiali considerati “non lavorabili”, offrendo soluzioni personalizzate e adattate a esigenze specifiche. Il porsi sempre in ascolto dei clienti ha permesso di affinare le tecnologie, rendendo ogni impianto un esempio di ingegneria “su misura”.

 

La personalizzazione tecnica di Cams, la fine dell’impianto universale

Nel mondo del riciclo degli inerti, la parola “standard” ha sempre avuto un significato ambiguo. Da un lato è sinonimo di affidabilità, dall’altro rischia di diventare un limite, soprattutto quando ci si confronta con materiali complessi, variabili, spesso imprevedibili. È proprio in questo spazio – dove la materia rifiuta di essere uniforme – che si inserisce l’esperienza di Cams, che ha fatto della personalizzazione tecnica il proprio vero marchio di fabbrica. Ecco quindi che la sua storia non racconta solo di crescita industriale e di diffusione internazionale, ma soprattutto di un metodo: progettare impianti non per “un mercato”, ma per uno specifico materiale, un preciso contesto operativo, un’esigenza produttiva o energetica reale. Un approccio che ribalta la logica tradizionale della meccanica industriale e che oggi appare quanto mai attuale.

Nel settore del trattamento degli inerti, ogni impianto di riciclo o cantiere è a sé stante. Cambiano le granulometrie, le percentuali di umidità, la presenza di contaminanti, le origini del materiale e persino le aspettative del prodotto finito. Pensare di affrontare questa complessità con macchine “buone per tutto” è una scorciatoia che spesso si paga in termini di resa, usura e inefficienza.

Cams, che nella sua compagine vanta ingegneri e geologi, nasce proprio dalla consapevolezza che non esiste un materiale uguale a un altro, e che il valore del riciclo passa dalla capacità di leggere il materiale prima ancora di lavorarlo. Per questo, la personalizzazione non è un’opzione accessoria, ma il punto di partenza del progetto.

Ogni impianto Cams viene concepito come una risposta tecnica mirata: scelta delle bocche di alimentazione, configurazione dei rotori, velocità di rotazione, sistemi di separazione, tipologia di reti di vagliatura e di nastri. Tutto incide sul risultato finale.

 

Pensiero industriale, cura artigianale 

L’attenzione di Cams è minuziosa. L’azienda non è suddivisa in comparti stagni, ma coniuga ufficio tecnico, ricerca e sviluppo, produzione e assistenza in un unico team coeso. Qui gli ingegneri si confrontano ogni giorno con meccanici, saldatori e tecnici dell’assistenza, confrontandosi in tempo reale con i problemi del campo e le richieste dei clienti. Ed ecco il cuore pulsante della personalizzazione: il dialogo continuo tra progettazione e utilizzo reale. Gli impianti non vengono pensati solo dall’ufficio tecnico, nascono dall’osservazione diretta dei flussi di materiale, dalle criticità segnalate dagli operatori, dalle esigenze produttive di chi lavora sul campo. Con un unico obiettivo: ottenere un prodotto riciclato di qualità, riducendo scarti, polveri e consumi energetici.

Nel caso del fresato d’asfalto, per esempio, la personalizzazione riguarda la capacità di recuperare integralmente il bitume e mantenere la curva granulometrica originale, evitando la frantumazione eccessiva che ne comprometterebbe il riutilizzo. È una questione di millimetri, di velocità, di metodologia di lavoro: dettagli che fanno la differenza tra un materiale recuperabile e uno destinato a perdere valore. Altri esempi virtuosi Cams riguardano il cartongesso (separazione efficace tra polvere di gesso e carta, con residuo inferiore al 2%), pannelli cemento-polistirolo (separazione meccanica completa dei due componenti) e materiali terrosi (miglioramento delle proprietà meccaniche, rendendoli idonei a riutilizzi su larga scala).

 

Cams, modularità come filosofia tecnica

La personalizzazione, per Cams, non significa progettare ogni volta da zero, ma costruire un sistema modulare, flessibile, aggiornabile. I diversi modelli e le sette linee di prodotto sono pensati come piattaforme tecnologiche che possono essere adattate, riconfigurate, evolute nel tempo.

Questa modularità consente agli impianti di crescere insieme alle esigenze dell’azienda utilizzatrice. Un impianto può nascere per una determinata applicazione e, con modifiche mirate, essere ampliato per il trattamento di ulteriori materiali o nuovi volumi produttivi. È un concetto che si traduce in longevità dell’investimento, riduzione dei costi e maggiore sostenibilità complessiva.

Da sottolineare, inoltre, che la personalizzazione non riguarda solo il trattamento del materiale, ma anche la gestione dell’energia. Cams è stata tra le prime aziende a introdurre soluzioni completamente elettriche già nei primi anni Duemila, quando il tema non era ancora centrale nel dibattito industriale.

Oggi questa scelta si traduce in una gamma di impianti elettrici e ibridi (anche alimentati con energie alternative, come quella solare o eolica), configurabili in base al contesto operativo: disponibilità di rete, necessità di ridurre le emissioni acustiche, vincoli ambientali o logistici. Ogni soluzione viene calibrata per garantire il miglior equilibrio tra potenza, consumi e prestazioni. Anche in questo caso, la personalizzazione è fondamentale. Non esiste un unico modello energetico valido per tutti: esistono impianti progettati per funzionare in ambito urbano, altri per contesti remoti, altri ancora per impianti fissi ad alta produttività. La tecnologia si adatta allo scenario, non viceversa.

 

 

Personalizzare significa riconoscere l’unicità di ogni cliente

C’è infine un aspetto meno tecnico, ma non meno importante: la personalizzazione come scelta culturale. Significa riconoscere che ogni impianto ha una storia, ogni cliente una necessità (che può passare anche dal colore dell’impianto, brandizzato coi colori aziendali), ogni materiale una dignità tecnica. Significa rifiutare l’idea di soluzioni indistinte, per abbracciare la complessità del reale.

In un’epoca in cui l’industria è chiamata a essere sostenibile non solo nei risultati, ma nei processi, questo approccio rappresenta una forma di responsabilità. Perché personalizzare significa ridurre sprechi, aumentare efficienza, valorizzare risorse che altrimenti andrebbero perdute.

Infine, uno degli elementi meno visibili ma che più connotano Cams è la continuità tra progettazione, produzione e assistenza tecnica. La personalizzazione non si esaurisce con la consegna dell’impianto: prosegue nel tempo, attraverso il monitoraggio delle prestazioni, l’analisi dei dati, gli interventi di ottimizzazione.

Questo rapporto diretto con i clienti consente all’azienda di accumulare un patrimonio di conoscenze applicative che viene reinvestito nello sviluppo di nuovi modelli e soluzioni. È un ciclo virtuoso, in cui ogni impianto installato diventa una fonte di apprendimento.

In questo senso, Cams non propone solo macchine, ma competenza tecnica condivisa, costruendo relazioni professionali (e umane) che durano negli anni.

 

25 anni di attenzione, ascolto e capacità di adattamento

Guardando ai prossimi anni, la personalizzazione sarà sempre più centrale nel settore del riciclo. L’aumento della complessità delle risorse da rinnovare, le normative più stringenti, la necessità di prodotti riciclati di alta qualità richiederanno soluzioni su misura, non standardizzate. Cams lo ha capito da tempo. Dopo 25 anni, il suo percorso dimostra che l’innovazione non è solo una questione di tecnologia, ma di attenzione al dettaglio, ascolto e capacità di adattamento.

Nel movimento terra, nel settore stradale, nel riciclo degli inerti, il futuro appartiene alle macchine capaci di comprendere la materia che trattano e l’energia di cui si alimentano. E forse è proprio qui che si misura la vera maturità industriale: quando la tecnica non impone, ma dialoga. Quando la macchina non domina il materiale, ma lo accompagna verso una nuova possibilità.

 

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